Passa al contenuto principale

Emissioni in atmosfera e monitoraggio dell’aria

La tua garanzia per la qualità dell’aria: monitoraggio e gestione professionale degli inquinanti atmosferici.

La qualità dell’aria che respiriamo, sia negli ambienti lavorativi che all’esterno, è un fattore decisivo per la salute delle persone e per l’equilibrio ambientale. La presenza di polveri aerodisperse può avere un impatto significativo, rendendo essenziale un controllo accurato.

Il monitoraggio delle polveri viene condotto tramite rilievi strumentali mirati e può essere di due tipi:

PERSONALE: la strumentazione viene installata direttamente sui lavoratori, tramite cinghie o tracolle, per valutare l’esposizione individuale;

AMBIENTALE: i campionatori sono posizionati in postazioni fisse all’interno degli spazi lavorativi per un’analisi generale dell’ambiente.

Negli ambienti lavorativi, è fondamentale monitorare le polveri aerodisperse respirabili e inalabili, come definite dalla norma UNI EN 481:1994.

Differenza tra polveri inalabili e respirabili

Le polveri inalabili sono definite come le particelle a partire dal diametro di 100 µm, presenti per il 50% delle particelle totali aerodisperse; esse sono in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore ovvero nel naso e nella faringe.

Le polveri respirabili sono definite come le particelle a partire dal diametro nell’intorno di 4 µm, presenti per il 50% delle particelle aerodisperse totali; esse una volta inalate, sono in grado di penetrare profondamente nei polmoni fino a raggiungere gli alveoli. Alcuni ambienti professionali richiedono anche il monitoraggio di polveri più specifiche, come la silice cristallina respirabile e le polveri di legno, per le quali il D.Lgs. 81/08 (Allegato XLIII) stabilisce valori limite di esposizione professionale. Il monitoraggio è indispensabile per quantificare la presenza di polveri e valutare se queste comportano un rischio reale per la salute dei lavoratori.

Monitoraggio del Particolato Atmosferico (PM10 e PM2.5)

Un ruolo chiave nel controllo degli inquinanti atmosferici è svolto dal monitoraggio del particolato atmosferico PM10 e PM2.5.

Il PM10 si riferisce alla frazione di polveri con diametro inferiore a 10 µm. Il limite di concentrazione giornaliera per il PM10 è di 50 μg/m3 da non superare per più di 35 volte in un anno (D.Lgs. 155/2010, Allegato XI), come imposto dal D.Lgs. 155/2010. Per il PM10 è presente anche un limite di concentrazione media annuale di 40 μg/m3.

Il PM2.5 è la frazione più piccola, e più dannosa per la salute, con diametro inferiore a 2.5 µm. Per il PM2.5, è presente un limite riferito alla media annuale di concentrazione che non deve superare i 25 μg/m3.

Quando si svolgono attività lavorative in ambiente esterno che possono generare polveri, è possibile verificare il rispetto di questi limiti tramite campagne di monitoraggio specifiche.

Per tali campagne è necessaria una strumentazione adeguata al rilievo del particolato atmosferico, come stabilito dal D.Lgs. 155/2010 e s.m.i. – All. III. Ad esempio, le fasi di scavo in un cantiere richiedono particolare attenzione per la produzione di polveri. L’impostazione di una campagna di monitoraggio del particolato atmosferico diventa necessaria per quantificare l’impatto delle attività di scavo sull’ambiente circostante e sui ricettori più sensibili.

I nostri servizi: monitoraggio completo delle polveri

Romeo Safety Italia offre servizi professionali per il monitoraggio delle polveri in ambiente lavorativo e in atmosfera a tutela della salute.

Il nostro processo di monitoraggio si articola in diverse fasi per garantire risultati accurati e un’analisi completa:

  • preparazione dei campioni: caricamento delle membrane, su cui si depositano le polveri, nei supporti adeguati in base al tipo di polvere da campionare;
  • posizionamento strumentazione: installazione delle linee di campionamento (strumento di aspirazione aria, tubo flessibile e supporto con membrana) nel luogo di lavoro o nell’ambiente da monitorare;
  • monitoraggio specifico: esecuzione del monitoraggio (personale e/o ambientale) con durata variabile in base al parametro da analizzare e allo scopo dell’indagine.
  • raccolta e analisi: smontaggio della linea di campionamento al termine del sopralluogo e consegna delle membrane a laboratori accreditati per l’analisi;
  • reporting e valutazione: stesura di un report tecnico dettagliato o di una valutazione del rischio basata sui risultati ottenuti durante il monitoraggio.

FAQ: domande frequenti su emissioni e monitoraggio dell’aria

Qual’è la differenza tra polveri inalabili e respirabili?

Le polveri inalabili sono definite come le particelle a partire dal diametro di 100 µm, presenti per il 50% delle particelle totali aerodisperse; esse sono in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore ovvero nel naso e nella faringe.

Le polveri respirabili sono definite come le particelle a partire dal diametro nell’intorno di 4 µm, presenti per il 50% delle particelle aerodisperse totali; esse una volta inalate, sono in grado di penetrare profondamente nei polmoni fino a raggiungere gli alveoli.

Perché è importante monitorare le polveri in ambiente lavorativo?

È fondamentale monitorare le polveri in ambiente lavorativo per quantificarne la presenza e valutare se i livelli comportano un reale problema per la salute dei lavoratori. Questo permette di adottare le misure di prevenzione e protezione necessarie.

Cosa sono PM10 e PM2.5 e quali sono i loro limiti?

PM10 e PM2.5 si riferiscono al particolato atmosferico, ovvero l’insieme di particelle sospese nell’aria.

PM10 indica le particelle con diametro inferiore a 10 µm, mentre PM2.5 quelle con diametro inferiore a 2.5 µm. Il limite di concentrazione giornaliera per il PM10 è di 50 μg/m3, da non superare per più di 35 volte in un anno (D.Lgs. 155/2010, Allegato XI). Per il PM10 è presente anche un limite di concentrazione media annuale di 40 μg/m3. Per il PM2.5 il limite è una media annuale di 25 μg/m3.

In quali contesti si rende necessario il monitoraggio delle polveri?

Il monitoraggio delle polveri è indicato, a meno di richieste particolari di Enti Preposti in tutti gli ambienti di lavoro dove si riscontra la loro presenza, ma anche in contesti esterni, specialmente durante attività che comportano la loro produzione, come le fasi di scavo nei cantieri. L’obiettivo è quantificare l’impatto delle attività sull’ambiente e sui ricettori sensibili.

Quali normative regolano il monitoraggio delle polveri?

Per le polveri in ambiente lavorativo, la normativa di riferimento include tre le altre:

  • la norma UNI EN 481:1994 per la definizione delle frazioni inalabili e respirabili;
  • la UNI EN 689:2029 per la valutazione dell’esposizione agli agenti chimici in ambiente lavorativo;
  • il D.Lgs. 81/08 (Allegato XLIII) per i valori limite di esposizione professionale di polveri specifiche come silice cristallina e polveri di legno.

Per il monitoraggio del particolato atmosferico (PM10 e PM2.5), il riferimento è il D.Lgs. 155/2010.

Proteggi la salute dei tuoi lavoratori e l’ambiente circostante. Affidati all’esperienza di Romeo Safety Italia per un monitoraggio professionale delle emissioni in atmosfera e della qualità dell’aria.
Assicura la qualità dell’aria: contattaci Ora! 

Mettiti in contatto con Romeo Safety Italia

 Per maggiori informazioni compila il form sottostante o chiama il 02/84.800.210 (Lunedì-Venerdì, 9.00-13.00/14.00-18.00)

Contattaci pagine servizi
Privacy
Contatti

02/84.800.210

Orari di apertura:
Lunedì – Venerdì
9.00-13.00/14.00-18.00