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Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: obblighi per le aziende e aggiornamento del DVR

Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: obblighi per le aziende e aggiornamento del DVR

6 Novembre 2026
Erminio Malagnino
Ultima modifica:6 Novembre 2026

Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: cosa cambia per le imprese

Un’azienda introduce un sistema di intelligenza artificiale per assegnare le attività agli operatori di magazzino. Il personale e le attrezzature rimangono gli stessi, ma cambiano le priorità, i tempi di esecuzione e la distribuzione dei carichi di lavoro. In un reparto produttivo, invece, un software comincia a suggerire quando intervenire su un impianto sulla base dei dati raccolti dai sensori. In entrambi gli esempi, la verifica dell’affidabilità informatica deve essere accompagnata da una domanda: quali conseguenze può avere questa tecnologia sulla sicurezza delle persone?

Il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre ed entrato in vigore il 23 ottobre 2026, dedica l’articolo 42 al rapporto tra intelligenza artificiale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La disposizione richiama espressamente la valutazione dei rischi e la preparazione dei lavoratori interessati dall’impiego di questi sistemi.

Per affrontare il tema in azienda occorre partire dalle applicazioni effettivamente utilizzate. Un assistente per la redazione di testi, un algoritmo che assegna i turni e un sistema che interviene sul funzionamento di una macchina richiedono analisi differenti.

La ricognizione dovrebbe comprendere anche le funzionalità IA integrate nei software già in uso, chiedendo ai fornitori le informazioni necessarie a comprenderne finalità e limiti.

Indice dei contenuti

Il quadro normativo: D.Lgs. 179/2026, Testo Unico sulla Sicurezza e AI Act

L’articolo 42, comma 2, del D.Lgs. 179/2026 stabilisce che l’impiego di sistemi IA capaci di incidere sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità della prestazione o sulle decisioni rilevanti per la sicurezza deve essere esaminato nella valutazione prevista dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.

Il comma 3 richiede inoltre informazione e formazione adeguate sui rischi specifici e sulle misure adottate. Il riferimento resta quindi il sistema di prevenzione aziendale, nel quale l’articolo 28 già comprende tutti i rischi per i lavoratori, incluso lo stress lavoro-correlato.

La valutazione di tutti i rischi e la conseguente redazione del DVR sono obblighi non delegabili del datore di lavoro, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008. L’impiego di un software, anche quando assiste nella redazione dei documenti o nell’analisi dei dati, non trasferisce questa responsabilità al sistema utilizzato.

Un ulteriore riferimento è l’articolo 11 della Legge 23 settembre 2025, n. 132, che disciplina l’utilizzo dell’IA nei rapporti di lavoro. La disposizione richiede il rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori, della riservatezza e del principio di non discriminazione. Per l’informazione sull’impiego dell’IA rinvia ai casi e alle modalità previsti dall’articolo 1-bis del D.Lgs. 152/1997: si tratta di obblighi da verificare in relazione alle caratteristiche del sistema, distinti dall’informazione sui rischi lavorativi.

L’AI Act e la regolamentazione delle AI sulle aziende in Europa

Il Regolamento (UE) 2024/1689, conosciuto come AI Act, disciplina invece i sistemi di intelligenza artificiale secondo le loro caratteristiche e finalità.

L’allegato III comprende determinate applicazioni per la selezione del personale, l’assegnazione di compiti sulla base di caratteristiche individuali e il monitoraggio delle prestazioni.

La qualificazione come sistema ad alto rischio richiede l’esame delle condizioni e delle eventuali eccezioni previste dall’articolo 6; non deriva dalla sola presenza di un software nella gestione delle risorse umane.

Le due valutazioni devono rimanere distinte. La classificazione prevista dall’AI Act riguarda il sistema e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel suo sviluppo e utilizzo. La valutazione aziendale riguarda le persone esposte, le attività svolte e le condizioni operative. Di conseguenza, la conformità del prodotto non esaurisce l’esame dei rischi lavorativi; anche un’applicazione non classificata ad alto rischio può richiedere misure di prevenzione nel suo impiego concreto

Quali rischi può introdurre l’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro?

I rischi dipendono dalle funzioni affidate al sistema e dall’interazione con i lavoratori. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, EU-OSHA, individua tra gli aspetti da esaminare le interferenze tra persone e sistemi automatizzati, l’affidamento eccessivo alla tecnologia e le conseguenze organizzative. L’analisi deve quindi considerare anche ciò che accade quando il sistema sbaglia o incontra condizioni diverse da quelle previste.

Sicurezza fisica e interazione con le macchine

Nei reparti produttivi e nella movimentazione dei materiali, un errore di riconoscimento o una risposta inattesa possono esporre gli operatori a collisioni e altri eventi pericolosi. Si pensi a un mezzo autonomo che condivide un’area con i pedoni: occorre esaminare le condizioni di rilevamento delle persone, gli spazi di arresto e le interferenze. L’analisi dovrebbe comprendere anche le operazioni di pulizia, manutenzione e ripristino, nelle quali l’interazione con l’attrezzatura può essere diversa da quella ordinaria. La presenza di funzioni IA non dimostra, da sola, l’adeguatezza delle protezioni.

Carichi di lavoro e rischi psicosociali

Un sistema che distribuisce le attività può aumentare la pressione sulle prestazioni, ridurre l’autonomia o rendere poco comprensibili le decisioni organizzative. Per esempio, un algoritmo di assegnazione delle pratiche potrebbe considerare soltanto il numero delle lavorazioni concluse, senza distinguere quelle più complesse. In magazzino, una programmazione basata sui volumi potrebbe non tenere adeguatamente conto delle difficoltà operative. Queste condizioni possono contribuire ad affaticamento e stress. L’Organizzazione internazionale del lavoro richiama, tra i rischi associati all’IA, quelli legati alla sorveglianza e alla perdita di controllo sul proprio lavoro.

Affidamento eccessivo alle indicazioni automatizzate

Un risultato presentato in modo convincente può essere accettato senza verifiche sufficienti. Questa tendenza, definita automation bias, è richiamata anche dall’articolo 14 dell’AI Act. In una situazione ipotetica, un manutentore potrebbe rinviare un controllo perché il sistema non segnala anomalie, trascurando un rumore insolito rilevato sul posto. Per prevenire comportamenti simili è opportuno definire quali indicazioni richiedano una verifica, chi possa correggerle e come segnalare un risultato incompatibile con le condizioni reali. Il controllo umano deve poter incidere concretamente sulle decisioni.

Esempi di verifica

La tabella propone alcuni esempi di verifica, da adattare alle caratteristiche dell’azienda.

ApplicazionePossibile effetto sulla sicurezzaVerifica pratica
Robot o mezzi autonomi dotati di IAInterferenze con le persone e comportamenti inattesiEsaminare spazi condivisi, protezioni e gestione delle anomalie
Assegnazione automatizzata delle attività in magazzinoRitmi eccessivi e affaticamentoConfrontare i tempi assegnati con le condizioni operative reali
Distribuzione delle pratiche e monitoraggio delle prestazioniSovraccarico mentale e riduzione dell’autonomiaVerificare criteri di assegnazione e possibilità di revisione
Manutenzione predittivaMancata segnalazione di un deterioramentoStabilire come integrare le previsioni con i controlli tecnici
Generazione di istruzioni operativeIndicazioni errate o incompletePrevedere una verifica competente prima dell’utilizzo

Si tratta di situazioni potenziali, non di rischi automaticamente presenti in ogni applicazione. La loro rilevanza va verificata rispetto alle modalità di utilizzo e alle misure già disponibili.

Intelligenza artificiale e DVR: quando aggiornare la valutazione dei rischi

L’articolo 29, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 richiede la rielaborazione immediata della valutazione quando intervengono modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione significative per la salute e sicurezza. Prevede inoltre altre causali, tra cui l’evoluzione della tecnica, infortuni significativi e risultati della sorveglianza sanitaria che ne evidenzino la necessità.

L’introduzione dell’IA va quindi esaminata per stabilire se modifica le condizioni già valutate.


In termini operativi, il primo confronto dovrebbe riguardare il lavoro prima e dopo l’introduzione del sistema. Quali decisioni vengono automatizzate? Cambiano le attività affidate alle persone? Il lavoratore può correggere un’assegnazione incompatibile con la sicurezza? Che cosa accade quando il software non è disponibile? Le risposte aiutano a individuare gli aspetti da approfondire, senza limitarsi ad aggiungere al DVR una descrizione commerciale della tecnologia.
Una revisione può rendersi necessaria, per esempio, quando un robot viene inserito in una postazione precedentemente manuale oppure quando un’applicazione assume un ruolo nella definizione dei ritmi produttivi. Anche un aggiornamento software può meritare attenzione: un programma inizialmente utilizzato per elaborare dati potrebbe essere successivamente abilitato ad assegnare attività agli operatori. Per questo è utile includere nella procedura aziendale di gestione delle modifiche anche i cambiamenti delle funzioni IA, verificandone gli effetti prima dell’impiego operativo.

Aggiornamento del DVR entro trenta giorni

Quando ricorrono le causali dell’articolo 29, la valutazione deve essere rielaborata immediatamente e le misure preventive aggiornate. Il DVR deve essere rielaborato entro trenta giorni dalle rispettive causali. Il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza documentale dell’aggiornamento delle misure e comunicarlo al RLS. Il termine non autorizza quindi a rinviare la gestione del rischio.

Gli strumenti di IA generativa richiedono sempre un aggiornamento?

Il semplice impiego di un assistente per correggere una bozza non dimostra, di per sé, una modifica significativa delle condizioni lavorative. La frequenza d’uso, tuttavia, non è l’unico criterio da considerare. Utilizzare occasionalmente un’applicazione per elaborare una procedura di manutenzione può avere conseguenze diverse rispetto all’uso quotidiano per rivedere testi amministrativi. In applicazione dei criteri di valutazione, occorre esaminare la destinazione del risultato e le conseguenze di un eventuale errore.

Per i contenuti che incidono sulla sicurezza, la procedura aziendale dovrebbe prevedere una verifica da parte di una persona competente prima dell’impiego. L’analisi deve comprendere anche eventuali cambiamenti nei carichi di lavoro: il tempo risparmiato grazie a un assistente digitale, per esempio, non dovrebbe essere tradotto automaticamente in nuove assegnazioni senza verificarne la sostenibilità.

La valutazione viene effettuata dal datore di lavoro con il RSPP e, nei casi previsti, il Medico Competente, previa consultazione del RLS. Per comprendere i sistemi utilizzati è opportuno coinvolgere anche i responsabili delle attività interessate, i referenti informatici e i fornitori. La documentazione tecnica aiuta a definire cosa il sistema possa fare, quali limiti abbia e quali controlli siano disponibili.

Come criterio operativo, l’esito dell’analisi dovrebbe rendere riconoscibili le attività esaminate, i lavoratori interessati e le misure necessarie, con responsabilità e tempi di attuazione. Quando non emergono modifiche che richiedano l’aggiornamento del DVR, è utile conservare una registrazione della verifica e delle motivazioni tecniche. Questa evidenza non sostituisce un aggiornamento dovuto.

Informazione, formazione e alfabetizzazione sull’IA

I lavoratori devono conoscere i rischi connessi alle tecnologie utilizzate e sapere come applicare le misure di prevenzione.

Gli articoli 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008 richiedono informazione comprensibile e formazione adeguata alle mansioni. L’articolo 37 collega inoltre la formazione e, quando previsto, l’addestramento all’introduzione di nuove tecnologie e attrezzature, prevedendone l’adeguamento rispetto all’evoluzione dei rischi.

I contenuti vanno costruiti sulle attività effettive. Per un operatore che lavora vicino a un sistema robotizzato, la preparazione dovrebbe affrontare le condizioni di accesso all’area, i segnali di anomalia e le procedure di arresto previste. Per chi riceve incarichi da un’applicazione, dovrebbe spiegare come segnalare un’assegnazione incompatibile con la sicurezza e a chi rivolgersi per ottenerne la revisione. È utile verificare la comprensione attraverso situazioni realistiche, evitando di limitare l’attività alla presentazione delle funzioni del software.

Anche dirigenti e preposti devono ricevere una preparazione coerente con i propri compiti. Chi organizza o sovrintende il lavoro deve conoscere gli effetti delle nuove modalità operative e le misure da far rispettare. Dove è necessario l’addestramento, gli interventi devono essere tracciati nell’apposito registro.

L’alfabetizzazione sull’IA ha una funzione distinta

L’articolo 4 dell’AI Act, nel testo modificato nel 2026, richiede a fornitori e utilizzatori professionali dei sistemi di adottare misure a sostegno dello sviluppo dell’alfabetizzazione del personale e delle altre persone che operano per loro conto. Le misure devono considerare conoscenze, esperienza e condizioni d’impiego. Il testo vigente precisa che l’obbligo non richiede di garantire uno specifico livello individuale di alfabetizzazione.

Le indicazioni della Commissione europea non individuano un corso unico obbligatorio per tutte le organizzazioni. Le iniziative vanno commisurate ai sistemi e ai destinatari. In azienda è quindi possibile coordinare alfabetizzazione e formazione sulla sicurezza, distinguendo gli obiettivi: comprendere i limiti dell’IA e usare correttamente uno strumento; riconoscere i rischi della propria attività e applicare le procedure preventive. Una formazione generale sull’intelligenza artificiale non esaurisce automaticamente la preparazione richiesta per una specifica mansione.

Come utilizzare l’IA a supporto della prevenzione

Assitere RSPP nel Servizio di Prevenzione e Protezione

L’intelligenza artificiale può assistere il Servizio di Prevenzione e Protezione nell’analisi delle informazioni aziendali. Un possibile impiego riguarda le segnalazioni di infortuni e near miss, cioè eventi che avrebbero potuto causare un danno. L’analisi automatizzata può aiutare a riconoscere ricorrenze e condizioni da approfondire. I risultati vanno confrontati con la qualità delle segnalazioni: un reparto con pochi eventi registrati potrebbe essere più sicuro, oppure avere un sistema di raccolta meno efficace. Il dato richiede un’interpretazione competente.

Manutenzione predittiva

Nella manutenzione predittiva, algoritmi e dati raccolti sul campo possono contribuire a individuare deterioramenti e programmare gli interventi. La Commissione europea ha documentato, attraverso il progetto PROGRAMS, applicazioni che combinano dati dei sensori e informazioni manutentive per stimare la vita utile residua dei componenti. Queste previsioni devono essere integrate nella gestione tecnica dell’attrezzatura. Rimangono applicabili gli obblighi di manutenzione, controllo e verifica previsti dal D.Lgs. 81/2008, tenendo conto delle istruzioni del fabbricante.

Monitoraggio di condizioni pericolose

Un altro impiego riguarda il monitoraggio di condizioni pericolose attraverso sensori o immagini. Questi strumenti possono supportare l’individuazione di anomalie, ma occorre verificare la loro affidabilità e stabilire come gestire falsi allarmi o mancate rilevazioni. La procedura dovrebbe indicare chi riceve la segnalazione e quale intervento deve seguire: raccogliere dati senza organizzare una risposta lascia irrisolto il problema operativo.
Quando vengono trattati dati personali o utilizzati strumenti dai quali possa derivare il controllo a distanza dei lavoratori, devono essere rispettate anche la normativa sulla protezione dei dati e le garanzie dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. La finalità di sicurezza non esonera da questi adempimenti; per gli impianti interessati occorre verificare anche la necessità dell’accordo sindacale o dell’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

IA e sicurezza: checklist per una prima verifica aziendale

La seguente checklist aiuta a organizzare una ricognizione iniziale. È uno strumento di lavoro proposto per individuare gli approfondimenti necessari; non costituisce una certificazione di conformità e non sostituisce la valutazione dei rischi.

VerificaDomanda operativa
1. Sistemi utilizzatiAbbiamo individuato le applicazioni IA presenti e le funzioni integrate nei software già in uso?
2. Attività interessateSappiamo quali decisioni vengono affidate al sistema e quali lavoratori ne sono coinvolti, anche senza utilizzarlo direttamente?
3. Rischi e anomalieAbbiamo esaminato gli effetti sulle persone, compresi gli errori del sistema e le condizioni di funzionamento anomalo?
4. Adeguatezza del DVRAbbiamo verificato e documentato se l’impiego dell’IA richiede una rielaborazione della valutazione?
5. Misure e responsabilitàSono definiti i controlli, le persone autorizzate a intervenire e le procedure da seguire quando un’indicazione risulta non sicura?
6. Preparazione del personaleInformazione, formazione ed eventuale addestramento sono coerenti con le attività e i rischi individuati?
7. Aggiornamenti e nuovi impieghiÈ prevista una verifica quando cambiano le funzioni del sistema o la sua destinazione d’uso?

Per rendere la checklist utilizzabile, accanto a ciascun punto conviene registrare l’evidenza disponibile e l’eventuale azione da completare, indicando un responsabile e una scadenza. Una risposta positiva dovrebbe poter essere ricondotta a una verifica effettiva. Per esempio, alla voce formazione possono essere associati i contenuti trattati e le attività svolte; alla gestione delle anomalie, una procedura conosciuta dagli addetti.

Il supporto di Romeo Safety Italia per l’introduzione dell’intelligenza artificale in azienda

Prima di aggiornare la documentazione, occorre comprendere come l’intelligenza artificiale viene impiegata e quali effetti può produrre sul lavoro. Il punto di partenza è una ricognizione delle applicazioni, da confrontare con le mansioni e con la valutazione dei rischi esistente.

Romeo Safety Italia può affiancare l’azienda nell’esame delle ricadute sulla salute e sicurezza, con il coinvolgimento dei responsabili aziendali e dei fornitori per gli aspetti tecnici di loro competenza. Sulla base degli esiti possono essere individuati gli aggiornamenti necessari al DVR e alle procedure, insieme alle esigenze di informazione e formazione.

La tua azienda utilizza sistemi IA che assegnano attività, modificano i ritmi di lavoro o supportano decisioni rilevanti per la sicurezza? Contatta Romeo Safety Italia per verificare l’adeguatezza della valutazione dei rischi e definire gli interventi necessari.

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