
Safety Day per TORRI srl – Case Study
Safety Day per TORRI srl – Case Study

Una giornata da ricordare: quando la cultura della sicurezza diventa esperienza
Negli ultimi anni molte aziende hanno investito risorse significative nella formazione e nella sensibilizzazione sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. Eppure, una delle domande che continua a emergere è sempre la stessa: come trasformare procedure, istruzioni e obblighi normativi in comportamenti realmente sicuri?
La risposta non può essere affidata esclusivamente all’aula o alla formazione tradizionale. La vera sfida consiste nel coinvolgere le persone, rendendole partecipi di un’esperienza capace di generare consapevolezza, emozione e restare nella memoria di ognuno.
È da questa riflessione che nasce il Safety Day realizzato presso TORRI Srl, azienda appartenente al Gruppo Voestalpine, uno dei principali gruppi tecnologici e siderurgici a livello mondiale, riconosciuto per la produzione e la lavorazione di acciai ad altissima qualità.
L’iniziativa, lungi dall’essere concepita come un semplice evento aziendale, nasce come come un progetto strutturato di diffusione della cultura della prevenzione. L’obiettivo era ambizioso: costruire un percorso capace di parlare contemporaneamente a operatori di produzione, addetti alla logistica, saldatori, verniciatori, manutentori e personale d’ufficio, mantenendo elevato il livello di attenzione e garantendo contenuti realmente utili e applicabili.
Il risultato è stato un Safety Day costruito attorno all’esperienza diretta, alla partecipazione attiva e alla sperimentazione pratica, con l’intento di favorire un approccio alla sicurezza che andasse oltre il rispetto delle regole per diventare parte integrante della cultura aziendale.

Il contesto aziendale: lavorare in un ambiente ad alta specializzazione
TORRI Srl opera nel settore della progettazione e realizzazione di sistemi di scaffalature industriali e soppalchi metallici, rappresentando una realtà produttiva caratterizzata da elevati standard qualitativi e da processi industriali complessi.
L’azienda fa parte del Gruppo Voestalpine, realtà internazionale che sviluppa tecnologie e soluzioni avanzate nel settore dell’acciaio e che ha costruito la propria reputazione sulla qualità dei prodotti, sull’innovazione e sulla sicurezza delle persone.
All’interno dello stabilimento convivono attività molto diverse tra loro: lavorazioni meccaniche, profilatura di nastri di acciaio, lavorazione di lamiere mediante utilizzo di presse piegatrici, attività di saldatura, verniciatura industriale, logistica e movimentazione dei materiali. A queste si affiancano le funzioni tecniche e amministrative che operano quotidianamente mediante videoterminali come pure personale tecnico che gestisce l’installazione delle strutture in cantieri sparsi nel mondo.
Questa varietà di mansioni rappresenta una ricchezza per l’organizzazione, ma richiede al tempo stesso una particolare attenzione nella gestione della sicurezza. I rischi presenti sono molteplici e spaziano dalla movimentazione manuale dei carichi all’interazione con macchine e attrezzature, dalla circolazione interna dei mezzi di movimentazione fino ai temi dell’ergonomia e del benessere posturale.

In contesti produttivi come quello di TORRI, la sicurezza rappresenta un elemento strategico che contribuisce alla qualità del lavoro, all’affidabilità dei processi e alla tutela del capitale umano.
Proprio per questo motivo, su indirizzo del Direttore Sergio Buttignoni, è stato avviato un percorso di progettazione condivisa con Paolo Donà, HSE Manager di TORRI Srl, finalizzato alla realizzazione di un Safety Day capace di rispondere alle caratteristiche specifiche dell’organizzazione e alle esigenze delle persone che ogni giorno operano all’interno dello stabilimento.
La scelta è stata quella di costruire un’iniziativa su misura, partendo dai rischi reali presenti in azienda, dal livello di esperienza dei lavoratori e dalla necessità di utilizzare linguaggi e strumenti in grado di coinvolgere efficacemente profili professionali molto differenti tra loro.
Considerato che l’azienda era alla sua terza edizione del Safety Day, prima ancora di definire attività e corner tematici, il lavoro si è concentrato su una domanda fondamentale: come fare in modo che ogni partecipante potesse riconoscersi nelle situazioni proposte e portare con sé, al termine della giornata, un messaggio concreto da applicare nella propria realtà lavorativa e personale?

Dall’idea al progetto: il lavoro preparatorio del Safety Day
Dietro ogni Safety Day di successo esiste un elemento che spesso rimane invisibile ai partecipanti: il lavoro di progettazione. È proprio in questa fase che si costruiscono le condizioni affinché un’iniziativa rappresenti un vero strumento di crescita culturale per l’organizzazione.
Nel caso di TORRI Srl, il percorso è iniziato diversi mesi prima dell’evento attraverso un confronto strutturato tra la Direzione aziendale, l’HSE Manager e il team di Romeo Safety Italia. Fin dalle prime riunioni è apparso evidente come l’obiettivo non fosse organizzare una giornata “simbolica” dedicata alla sicurezza, bensì realizzare un’esperienza capace di lasciare un segno concreto nelle persone.
La prima attività è stata quella di comprendere a fondo il contesto aziendale. Ogni organizzazione possiede infatti caratteristiche proprie: processi produttivi, livelli di esperienza, cultura interna, tipologie di rischio e modalità di comunicazione differenti. Replicare un format standard avrebbe significato rinunciare a una parte importante dell’efficacia dell’iniziativa.
Insieme al responsabile H&S è stato quindi avviato un lavoro di analisi per individuare non solo i rischi maggiormente presenti nello stabilimento, ma anche i temi sui quali risultava più importante stimolare attenzione e confronto. Accanto agli aspetti tipicamente legati alla sicurezza industriale, sono emerse opportunità di sensibilizzazione che riguardano la vita quotidiana delle persone, la salute individuale, il benessere ergonomico e i comportamenti adottati al di fuori del contesto lavorativo.
Questa fase di confronto ha permesso di costruire una visione condivisa dell’evento: un Safety Day capace di parlare a tutti, indipendentemente dal ruolo ricoperto in azienda.
Una delle principali sfide progettuali consisteva infatti nel coinvolgere contemporaneamente operatori addetti alle profilatrici e alle presse piegatrici, personale di saldatura e verniciatura, addetti alla logistica e alla movimentazione dei materiali, ma anche impiegati e videoterminalisti. Figure professionali diverse, accomunate dalla necessità di riconoscere il rischio, comprenderne le conseguenze e adottare comportamenti sicuri.
Da qui è nata la scelta di abbandonare un approccio esclusivamente informativo per privilegiare metodologie esperienziali. Ogni attività è stata progettata affinché i partecipanti potessero osservare, provare, sperimentare e confrontarsi direttamente con situazioni concrete. La sicurezza non doveva essere raccontata, ma vissuta.
Un altro elemento che ha guidato la progettazione è stato il livello culturale e professionale dei destinatari. In aziende caratterizzate da elevata specializzazione tecnica, come TORRI Srl, il rischio non deriva quasi mai dalla mancanza di conoscenza delle procedure. Più spesso nasce dall’abitudine, dalla sottovalutazione del pericolo, dalla routine o dall’eccessiva familiarità con determinate attività. Per questo motivo il Safety Day è stato costruito attorno al concetto di consapevolezza, cercando di stimolare nei partecipanti una riflessione sul proprio modo di percepire e gestire il rischio.
L’obiettivo condiviso era chiaro: aiutare le persone a riconoscere il pericolo prima che si trasformi in incidente, sviluppando quella capacità di osservazione e attenzione che rappresenta uno degli elementi fondamentali di ogni cultura della sicurezza matura.
Da queste premesse hanno preso forma i cinque corner tematici che hanno caratterizzato la giornata. Ciascuno di essi è stato progettato per affrontare la sicurezza da una prospettiva differente, alternando momenti di apprendimento pratico, simulazioni, attività immersive, esercitazioni e competizione positiva.
Il risultato finale è stato un percorso costruito su misura per TORRI Srl, nato dall’ascolto delle esigenze aziendali e dalla collaborazione tra tutte le figure coinvolte nel progetto. Una dimostrazione concreta di come le iniziative più efficaci in ambito HSE siano spesso il frutto di una progettazione condivisa, nella quale competenze tecniche, conoscenza dell’organizzazione e capacità di comunicazione lavorano in sinergia verso un obiettivo comune.

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Una domanda chiave: come coinvolgere davvero 160 persone?
Ogni HSE Manager che abbia organizzato almeno una volta un Safety Day conosce bene la difficoltà principale di questo tipo di iniziative: coinvolgere realmente le persone.
La partecipazione fisica all’evento non coincide necessariamente con la partecipazione mentale. È possibile riunire decine o centinaia di lavoratori in una sala, erogare contenuti di qualità e rispettare il programma previsto, senza però riuscire a generare quel livello di attenzione e coinvolgimento necessario affinché il messaggio venga realmente recepito.
La sfida affrontata da TORRI Srl era esattamente questa.
Come coinvolgere circa 160 persone appartenenti a reparti, mansioni e percorsi professionali differenti? Come mantenere alta l’attenzione di operatori abituati a lavorare quotidianamente con macchine, impianti e processi produttivi complessi? Come rendere interessante il tema della sicurezza anche per chi, dopo anni di esperienza, ritiene di conoscere già i rischi legati alla propria attività?
La risposta è maturata durante la fase di progettazione: smettere di considerare i partecipanti come semplici destinatari di informazioni e renderli protagonisti dell’esperienza.
Questa scelta ha portato a un cambio di prospettiva significativo. Invece di costruire un programma basato su interventi frontali e presentazioni, si è deciso di creare un percorso nel quale ogni lavoratore fosse chiamato a osservare, decidere, confrontarsi, mettersi alla prova e sperimentare direttamente situazioni e comportamenti.
L’esperienza insegna che le persone ricordano molto più facilmente ciò che vivono rispetto a ciò che ascoltano. Un concetto letto su una slide può essere dimenticato dopo poche ore; una simulazione vissuta in prima persona, una sfida affrontata insieme ai colleghi o una situazione che genera sorpresa ed emozione tende invece a lasciare un ricordo duraturo.
Per questo motivo il Safety Day è stato costruito attorno a cinque leve fondamentali.
1. L’esperienza diretta
Ogni corner prevedeva attività pratiche che consentivano ai partecipanti di passare dall’osservazione all’azione, mettendosi concretamente alla prova.
2. La varietà
I temi affrontati spaziavano dalla sicurezza nella vita quotidiana alla gestione delle emergenze, dall’ergonomia alla guida sicura, consentendo a ciascun partecipante di trovare contenuti vicini alla propria sensibilità e alla propria esperienza.
3. Il coinvolgimento emotivo
Alcune attività, come le simulazioni in realtà virtuale o il percorso con occhiali che riproducono gli effetti dell’alterazione da alcol, sono state pensate per generare una reazione immediata e favorire una maggiore consapevolezza del rischio.
4. La competizione positiva
Le prove a squadre e la classifica finale hanno introdotto una dinamica ludica che ha favorito la partecipazione attiva, il confronto tra colleghi e la condivisione delle conoscenze.
5. La personalizzazione
Tutti i contenuti sono stati costruiti partendo dai rischi reali presenti in TORRI Srl. I partecipanti non si sono trovati di fronte a esempi generici, ma a situazioni che richiamavano direttamente il loro contesto operativo e la loro esperienza quotidiana.
Questo approccio ha consentito di trasformare un evento formativo in un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere contemporaneamente operatori di produzione, addetti alla logistica, manutentori, impiegati e tecnici.
Per gli HSE Manager e i datori di lavoro che desiderano realizzare iniziative analoghe, il caso TORRI offre un insegnamento importante: il successo di un Safety Day non dipende dal numero di attività proposte o dalla tecnologia utilizzata, ma dalla capacità di mettere le persone al centro del progetto.
I cinque corner nel dettaglio
Se il progetto del Safety Day TORRI è nato dalla volontà di coinvolgere attivamente i lavoratori, i cinque corner hanno rappresentato la traduzione concreta di questa visione. Ogni spazio è stato progettato per affrontare una specifica dimensione della sicurezza, alternando apprendimento pratico, simulazioni, esperienze immersive e momenti di confronto.
L’obiettivo era creare occasioni di riflessione capaci di lasciare un ricordo e, soprattutto, di influenzare i comportamenti quotidiani.
Sicurezza nella vita quotidiana e primo intervento
Il primo corner ha affrontato un tema spesso sottovalutato nei programmi di sensibilizzazione aziendale: la sicurezza fuori dal lavoro.
L’idea alla base dell’attività era semplice ma potente. Se una persona comprende il valore della prevenzione nella propria vita quotidiana, sarà più propensa a riconoscere e gestire correttamente i rischi anche in ambito lavorativo.
I partecipanti hanno potuto confrontarsi con situazioni concrete e potenzialmente presenti nella vita di ciascuno: il rischio elettrico domestico, la gestione di un principio di incendio in cucina attraverso l’utilizzo della coperta ignifuga e le corrette modalità di intervento in presenza di una persona infortunata.
Particolarmente apprezzata è stata la parte dedicata alla manovra di Heimlich. Attraverso prove pratiche e simulazioni guidate, i lavoratori hanno avuto la possibilità di apprendere una tecnica salvavita immediatamente spendibile nella vita privata, rafforzando il messaggio secondo cui la sicurezza rappresenta una competenza utile ben oltre il contesto professionale.
Ergonomia, postura e videoterminali
Il secondo corner ha spostato l’attenzione su un tema sempre più rilevante nelle organizzazioni moderne: il benessere della persona.
Grazie alla collaborazione con professionisti dell’ambito osteopatico, i partecipanti hanno esplorato il rapporto tra sistema visivo, postura e tensioni muscolari, comprendendo come piccoli errori nell’organizzazione della postazione di lavoro possano influire sul benessere quotidiano.
Attraverso test pratici, valutazioni individuali ed esercizi guidati, è stato possibile sperimentare direttamente l’impatto della dominanza oculare, della posizione del monitor e delle abitudini posturali sull’affaticamento visivo e sulle tensioni cervicali.
L’attività ha riscosso particolare interesse sia tra i videoterminalisti sia tra il personale operativo, dimostrando come la salute e la sicurezza possano essere affrontate in modo trasversale, coinvolgendo tutte le figure presenti in azienda.
Percorso ludico-educativo sui rischi aziendali
Uno degli elementi distintivi del Safety Day è stato il percorso ludico-educativo costruito sui rischi reali presenti all’interno di TORRI.
I partecipanti, organizzati in squadre, si sono confrontati con quiz, prove pratiche e sfide basate su temi quali movimentazione manuale dei carichi, sicurezza dei carrelli elevatori, logistica interna, comportamenti sicuri e interazione con macchine e attrezzature.
La competizione ha rappresentato uno strumento di coinvolgimento particolarmente efficace. Le persone sono state chiamate non soltanto a ricordare procedure o informazioni, ma a ragionare, confrontarsi e prendere decisioni in gruppo.
Questo approccio ha favorito la condivisione delle esperienze tra colleghi provenienti da reparti differenti, trasformando il momento formativo in un’occasione di confronto e crescita collettiva.
Escape Room “Guida Sicura”
Tra le attività che hanno generato maggiore curiosità e partecipazione vi è stata senza dubbio la Escape Room dedicata alla guida sicura.
Il percorso è stato progettato per affrontare un tema che riguarda ogni lavoratore, indipendentemente dal ruolo ricoperto in azienda: la sicurezza durante gli spostamenti.
Attraverso una sequenza di prove e quiz a tempo, i partecipanti sono stati chiamati a risolvere situazioni legate alla circolazione stradale e alla gestione del rischio durante la guida.
Particolarmente significativa è stata l’esperienza con gli occhiali che simulano gli effetti dell’assunzione di alcol. Affrontando un percorso ad ostacoli in condizioni percettive alterate, i partecipanti hanno potuto sperimentare in prima persona la perdita di coordinazione, l’alterazione delle distanze e l’aumento dei tempi di reazione.
Una dimostrazione pratica che si ritrova anche nel nostro corso di guida sicura aziendale, che ha permesso di trasformare un concetto teorico in una consapevolezza concreta e immediatamente percepibile.
Realtà Virtuale e gestione delle emergenze
L’ultimo corner ha rappresentato uno dei momenti tecnologicamente più avanzati dell’intera iniziativa.
Grazie all’impiego di 20 visori Meta, i partecipanti hanno vissuto simulazioni immersive dedicate alla gestione delle emergenze, affrontando scenari realistici di incendio ed evacuazione in ambienti di ufficio e di magazzino.
La realtà virtuale per la sicurezza ha consentito di riprodurre situazioni difficilmente simulabili attraverso metodi tradizionali, permettendo ai lavoratori di prendere decisioni in tempo reale e di sperimentare le conseguenze delle proprie scelte in un ambiente completamente sicuro.
L’elevato livello di coinvolgimento emotivo generato da questa tecnologia ha contribuito a rafforzare la memorizzazione delle procedure e dei comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza.

Quando il coinvolgimento diventa il vero indicatore di successo
Se esiste un elemento che ha caratterizzato il Safety Day TORRI, questo è stato il livello di partecipazione generato tra i lavoratori.
A confermarlo è la testimonianza di Paolo Donà, HSE Manager di TORRI Srl, che al termine della giornata ha voluto condividere una riflessione particolarmente significativa:
“È la prima volta che verifico un continuo via-vai dal mio ufficio di persone che vengono a complimentarsi per la scelta degli argomenti ma soprattutto per la modalità di coinvolgimento. Un grazie, pertanto, per il fondamentale vostro apporto.”
Un riconoscimento che evidenzia uno degli aspetti più importanti dell’intero progetto. Il successo di un Safety Day non si misura soltanto dal numero di partecipanti o dalla qualità dei contenuti proposti, ma dalla capacità di stimolare interesse, generare dialogo e lasciare nelle persone la volontà di continuare a parlare di sicurezza anche dopo la conclusione dell’evento.
Nel caso di TORRI, il riscontro ricevuto dai lavoratori e dal management ha confermato che la scelta di puntare sull’esperienza, sulla partecipazione attiva e sulla personalizzazione dei contenuti è stata la chiave per trasformare una giornata dedicata alla sicurezza in un’esperienza destinata a essere ricordata.
Oltre l’evento: cosa resta alle persone dopo un Safety Day
Al termine di un Safety Day è naturale chiedersi quale sia il vero risultato ottenuto. Il numero dei partecipanti, il gradimento espresso o la qualità delle attività rappresentano certamente indicatori importanti, ma non sono sufficienti per misurare l’efficacia di un’iniziativa di questo tipo.
La domanda più significativa è un’altra: cosa rimane alle persone una volta conclusa la giornata?
Nel caso di TORRI Srl, l’obiettivo era organizzare un evento coinvolgente e generare una riflessione destinata a proseguire anche nei giorni e nelle settimane successive.
I KPI della Sicurezza si possono migliorare con un discreto impegno e disciplina, soprattutto se il punto di partenza non è lusinghiero. Molto più difficile invece, ed ecco la sfida, è mantenere i risultati raggiunti continuando a migliorarsi a minimi incrementi.
Le persone tendono a dimenticare rapidamente dati, numeri e informazioni ricevute in modo passivo. Al contrario, ricordano più facilmente esperienze vissute in prima persona, situazioni che hanno generato emozioni o attività che le hanno portate a mettersi in gioco.
Chi ha provato una manovra di primo soccorso porterà con sé una maggiore consapevolezza rispetto all’importanza di saper intervenire in caso di emergenza. Chi ha sperimentato la difficoltà di completare un percorso indossando occhiali che simulano l’alterazione da alcol avrà probabilmente una percezione diversa del rischio legato alla guida. Chi ha vissuto un’esperienza immersiva in realtà virtuale ricorderà più facilmente le corrette procedure di evacuazione e gestione delle emergenze.
Ma l’aspetto forse più importante riguarda la capacità di riconoscere il rischio.
In contesti produttivi complessi come quello di TORRI, la maggior parte delle persone conosce già le regole e le procedure.Il Safety Day ha rappresentato un’occasione per interrompere la routine e osservare il proprio lavoro da una prospettiva diversa. Per alcune ore, lavoratori e impiegati hanno avuto la possibilità di riflettere sui propri comportamenti, confrontarsi con i colleghi e riscoprire il significato concreto della prevenzione.
Anche la dimensione relazionale ha avuto un ruolo importante. Le attività svolte in gruppo hanno favorito il dialogo tra persone appartenenti a reparti differenti, creando occasioni di confronto che raramente trovano spazio nella normale operatività quotidiana. Questo tipo di interazione contribuisce a rafforzare la cultura della sicurezza come patrimonio comune dell’organizzazione e non come responsabilità esclusiva di una singola funzione aziendale o di una singola persona, perché ogni rischio per l’individuo è una situazione di pericolo anche per chi lo circonda.
Forse il miglior indicatore dell’efficacia della giornata è rappresentato proprio dai commenti spontanei raccolti a conclusione dell’evento. Non tanto per l’apprezzamento espresso nei confronti dell’organizzazione, quanto per la frequenza con cui i partecipanti hanno continuato a discutere delle attività svolte, delle prove affrontate e delle situazioni sperimentate.
Quando la sicurezza continua a essere argomento di conversazione anche dopo la fine dell’evento, significa che il messaggio è riuscito a superare la dimensione formale della formazione per entrare nella sfera della consapevolezza personale.
Ed è proprio in questo momento che un Safety Day inizia a produrre il suo effetto più importante: contribuire alla costruzione di una cultura della sicurezza condivisa, partecipata e duratura nel tempo.
Quando la sicurezza diventa un’esperienza da ricordare
Il Safety Day realizzato presso TORRI Srl rappresenta un esempio concreto di come la cultura della sicurezza possa essere promossa in modo efficace quando si sceglie di mettere le persone al centro del progetto.
L’esperienza maturata in TORRI conferma una convinzione che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente per chi opera nel mondo della salute e sicurezza sul lavoro: le organizzazioni non hanno bisogno soltanto di informare le persone, ma di coinvolgerle. Non basta spiegare il rischio; occorre creare le condizioni affinché ciascuno possa riconoscerlo, comprenderlo e interiorizzarlo.
Per questo motivo iniziative come i Safety Day stanno assumendo un ruolo sempre più strategico all’interno dei programmi di sviluppo della cultura aziendale. Quando progettati con metodo, personalizzati sui bisogni dell’organizzazione e supportati da strumenti capaci di generare partecipazione, questi eventi diventano occasioni preziose per rafforzare il dialogo tra azienda e lavoratori, favorire il confronto e consolidare comportamenti virtuosi.
Il caso TORRI dimostra inoltre che la sicurezza può essere comunicata attraverso linguaggi diversi: la simulazione, il gioco, l’esperienza immersiva, la prova pratica, il confronto tra colleghi. Strumenti differenti accomunati da un unico obiettivo: rendere la prevenzione un valore concreto e percepibile.
Per gli HSE Manager, gli RSPP e i datori di lavoro che si interrogano su come aumentare il coinvolgimento delle proprie persone, questo progetto offre una riflessione importante. Le migliori iniziative non nascono da format preconfezionati, ma dall’ascolto dell’organizzazione, dalla comprensione dei suoi rischi e dalla capacità di costruire esperienze che parlino realmente alle persone.
Perché, in definitiva, il successo di un Safety Day non si misura soltanto dal numero di partecipanti o dalle attività realizzate. Si misura da ciò che rimane il giorno dopo: una maggiore attenzione, una conversazione tra colleghi, una decisione presa con maggiore consapevolezza, un comportamento corretto adottato spontaneamente.
È in questi piccoli cambiamenti quotidiani che prende forma la vera cultura della sicurezza.
Perché, come ci ha insegnato l’esperienza vissuta insieme a TORRI Srl,
“Quando le persone smettono di assistere alla sicurezza e iniziano a viverla, la prevenzione diventa parte integrante del lavoro quotidiano.”
Un’esperienza di crescita condivisa
Ogni progetto rappresenta un’opportunità di crescita, non soltanto per l’azienda che lo ospita, ma anche per i professionisti chiamati a progettarlo e realizzarlo. Il Safety Day di TORRI Srl ha confermato questo principio, diventando un’importante occasione di arricchimento professionale anche per il team di Romeo Safety Italia.
Lavorare all’interno di una realtà produttiva appartenente al Gruppo Voestalpine, caratterizzata da processi industriali complessi e da un’elevata cultura della sicurezza, ha richiesto un approccio progettuale ancora più attento e una profonda capacità di ascolto. La collaborazione con l’HSE Manager Paolo Donà e con il Direttore Sergio Buttignoni ha consentito di costruire un’iniziativa realmente calibrata sulle esigenze dell’organizzazione, rappresentando al tempo stesso un’importante occasione di crescita per tutti i professionisti coinvolti.
Come sottolinea Erminio Malagnino, responsabile del progetto e coordinatore dell’evento:
“Nel mio percorso professionale mi sono trovato spesso a progettare iniziative dedicate a contesti impiegatizi e ai rischi tipici dei videoterminalisti. Confrontarmi con una platea composta prevalentemente da operatori che lavorano quotidianamente con macchine, impianti e attrezzature ad elevato livello di rischio ha rappresentato una sfida nuova e particolarmente stimolante. Riuscire a coinvolgere persone con un elevato bagaglio tecnico e con una consolidata esperienza operativa è stata una grande soddisfazione professionale. Ancora più gratificante è stato constatare l’interesse, la partecipazione e gli apprezzamenti ricevuti al termine della giornata. È un’esperienza che ha arricchito profondamente anche noi e che ci rende ancora più consapevoli dell’importanza di progettare percorsi realmente costruiti attorno alle persone.”
Il valore di questo progetto è stato condiviso dall’intero team di Romeo Safety Italia. Ogni professionista coinvolto ha potuto confrontarsi con nuove dinamiche organizzative, sperimentare metodologie innovative e consolidare competenze nella progettazione di eventi esperienziali dedicati a contesti produttivi ad alta complessità. È proprio attraverso esperienze come quella vissuta in TORRI Srl che cresce il patrimonio di conoscenze del gruppo di lavoro, consentendo di sviluppare soluzioni sempre più efficaci e personalizzate per le aziende che scelgono di investire nella cultura della sicurezza.
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Ogni azienda ha una propria storia, una propria cultura e specifiche esigenze in materia di salute e sicurezza. Per questo motivo non esistono format universali, ma percorsi costruiti attorno alle persone, ai processi e ai rischi reali presenti in ogni organizzazione.
L’esperienza sviluppata insieme a TORRI Srl dimostra come un Safety Day possa trasformarsi in uno strumento concreto di coinvolgimento, sensibilizzazione e sviluppo della cultura della prevenzione quando nasce da una progettazione condivisa e da obiettivi chiari.
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Perché ogni organizzazione è diversa, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: aiutare le persone a riconoscere il rischio prima che il rischio si trasformi in un incidente.
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