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Intelligenza Artificiale e sicurezza sul lavoro: innovazione o nuova sfida?

Intelligenza Artificiale e sicurezza sul lavoro: innovazione o nuova sfida?

15 Maggio 2026
Giulia Rosano
Ultima modifica:15 Luglio 2026

EPISODIO – “IA e sicurezza sul lavoro: innovazione o nuova sfida?”
Stagione 4 – Episodio 5
Data di pubblicazione: 15 Maggio 2026
Ospiti: Rita Somma, consulente salute e sicurezza e Vicepresidente AiFOS; Riccardo Breda, Sales Director Italy di Kiwitron

L’Intelligenza Artificiale (AI), insieme alla robotica e all’automazione, sta ridefinendo i paradigmi della prevenzione aziendale. Ma in quale direzione ci stiamo muovendo? Siamo di fronte a una rivoluzione tecnologica che azzera i rischi o a una nuova complessità da governare?

In questo episodio di Sicurezza a Colazione, registrato in occasione dei Safety Innovation Days presso il MIND (Milano Innovation District), la conduttrice Giulia Rosano (Romeo Safety Italia) ne ha parlato con due massimi esperti del settore:

  • Riccardo Breda: Sales Director Italy di Kiwitron, azienda leader nello sviluppo di elettronica, sensoristica e digitalizzazione industriale.
  • Dott.ssa Rita Somma: Consulente HSE da oltre 30 anni, Vicepresidente AiFOS e docente di Medicina del Lavoro presso l’Università di Padova.

1. Oltre il rischio residuo: come i sensori ottici e l’IA azzerano l’errore umano

Nel contesto industriale e logistico, l’investimento di un pedone da parte di un mezzo in movimento (come i carrelli elevatori) rappresenta uno dei rischi a più alto indice di gravità. Fino a oggi, la prevenzione si è basata sulla valutazione dei rischi ex-ante e sull’applicazione di rigide procedure o DPI attivi (come i giubbotti ad alta visibilità con tag).

La vera innovazione introdotta dall’AI risiede nel superamento dei limiti del comportamento umano. Riccardo Breda (Kiwitron) ha spiegato come l’integrazione di reti neurali a bordo dei macchinari cambi radicalmente l’approccio:

“Per noi l’intelligenza applicata ai sensori equivale a un sensore ottico in grado di riconoscere le persone in quanto tali, indipendentemente dall’utilizzo di DPI o giubbotti ad alta visibilità. Il sistema calcola la posizione dell’operatore e interviene direttamente sul macchinario in modo immediato.”

I due filoni tecnologici della prevenzione algoritmica

L’applicazione dell’AI sul campo si articola principalmente su due livelli complementari:

  • Edge AI (Intervento immediato): Elaborazione visiva in tempo reale tramite telecamere intelligenti installate sul muletto. Il software riconosce la sagoma umana e rallenta o blocca il mezzo prima dell’impatto, correggendo l’eventuale distrazione del conducente o del pedone.
  • Analisi Predittiva (Raccolta dati): I sensori raccolgono costantemente dati anonimi sui flussi di movimento e sui near miss (quasi-incidenti). L’aggregazione di queste informazioni permette ai Fleet Manager di mappare lo stabilimento e prevedere quali aree o incroci risulteranno statisticamente più pericolosi, consentendo un riassetto del layout aziendale prima che si verifichi l’infortunio.

2. Dalla prevenzione alla predizione: la metamorfosi del DVR

L’introduzione dell’AI non rappresenta semplicemente l’aggiunta di un nuovo dispositivo di protezione al catalogo aziendale, ma una trasformazione concettuale della sicurezza stessa.

Come evidenziato dalla Dott.ssa Rita Somma, stiamo assistendo al passaggio da una sicurezza preventiva e statica a una sicurezza predittiva e dinamica. L’AI trova applicazione in ambiti finora preclusi all’automazione pura:

  • Ottimizzazione dei processi e decision-making: algoritmi capaci di interpretare moli enormi di dati per supportare il Datore di Lavoro e il RSPP nelle scelte strategiche.
  • Ergonomia del lavoro: analisi posturale predittiva tramite visione artificiale per prevenire disturbi muscolo-scheletrici.

Il rischio della velocità e l’approccio “Human-in-the-loop”

Se le rivoluzioni industriali del passato concedevano alle aziende il tempo di metabolizzare il cambiamento, la rivoluzione dell’IA si muove a una velocità esponenziale. La sfida principale diventa quindi di natura etica e di controllo.

La Dott.ssa Somma ha richiamato l’urgenza dell’approccio Human-centric (Human-in-the-loop), un principio cardine oggi formalizzato anche a livello normativo europeo dall’AI Act (Regolamento UE 2024/1689). I sistemi di intelligenza artificiale applicati alla sicurezza sul lavoro sono classificati spesso come sistemi ad “alto rischio”: l’uomo deve conservare la piena capacità di supervisionare, comprendere e, se necessario, disattivare o sovrascrivere le decisioni prese dall’algoritmo. L’obiettivo primario è evitare che l’asimmetria tecnologica ampli il “divario di vulnerabilità” tra i lavoratori.

3. La Formazione “Sartoriale” e Just-in-Time

Un altro ambito profondamente impattato dall’AI è la formazione alla sicurezza (art. 37 D.Lgs. 81/08), ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo sulle nuove tendenze per la formazione sicurezza nel 2026.

Il modello tradizionale della lezione frontale passiva e standardizzata viene superato grazie a tre applicazioni concrete:

1. Apprendimento Adattativo (Adaptive Learning)

L’AI monitora e analizza il livello di conoscenza e l’efficacia dei comportamenti del singolo lavoratore. Se i report aziendali evidenziano che un operatore commette frequenti errori in una specifica procedura di sicurezza, la piattaforma formativa genera automaticamente un percorso di recupero personalizzato e “cucito su misura” (formazione sartoriale) per colmare quel preciso gap.

2. Simulazioni in Realtà Virtuale (VR) e IA

L’integrazione di scenari immersivi permette di proiettare il lavoratore in situazioni di altissimo rischio (es. gestione di un principio di incendio o ambienti confinati) senza esporlo ad alcun pericolo reale. L’IA modula la difficoltà e le variabili dello scenario in base alle reazioni in tempo reale dell’utente.

3. Assistenti Virtuali e Totem “Just-in-Time”

Molte aziende stanno installando totem multimediali e chatbot intelligenti direttamente nei reparti operativi. Il lavoratore che si trova ad affrontare un compito complesso o una procedura di manutenzione straordinaria può interrogare l’assistente virtuale ricevendo istruzioni di sicurezza immediate e contestualizzate al momento esatto della lavorazione (Just-in-Time Learning).

L’impatto sui comportamenti: I primi feedback aziendali dimostrano che l’efficacia dei chatbot è direttamente proporzionale al livello di alfabetizzazione digitale della popolazione aziendale. Creare una solida cultura digitale in azienda permette di trasformare la formazione da obbligo burocratico a strumento interattivo basato sulle reali necessità del lavoratore.

4. La Sicurezza nella “Società Fluida”: Verso un DVR Dinamico

Richiamando il concetto di “società liquida” del sociologo Zygmunt Bauman, la Dott.ssa Somma ha ricordato che anche l’organizzazione del lavoro e le relazioni industriali vivono oggi una condizione di totale fluidità.

I cicli produttivi cambiano rapidamente, le mansioni si evolvono e i layout aziendali si modificano costantemente. In questo scenario, un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) cartaceo e statico rischia di essere obsoleto nel momento stesso in cui viene stampato.

L’AI offre la chiave per la gestione di questa fluidità: permette di rendere la valutazione dei rischi dinamica e continua. Cambia il lavoro, cambiano i processi e, grazie ai dati raccolti in tempo reale, cambia istantaneamente il modo di tutelare il lavoratore e di mappare il suo fabbisogno formativo.

L’unione tra esperienza umana e dato oggettivo

L’Intelligenza Artificiale non sostituirà la figura del RSPP o del consulente HSE, ma ne potenzierà enormemente le capacità. Come concluso da Riccardo Breda, l’obiettivo finale dell’innovazione tecnologica deve essere la semplificazione dei processi aziendali:

“Se in passato alcuni sensori rischiavano di complicare le procedure, oggi l’IA deve rendere le attività più semplici e accessibili. Prima la prevenzione era legata esclusivamente all’esperienza empirica della singola persona; oggi, a supporto di quell’esperienza, ci sono dati oggettivi e informazioni cruciali. Sarebbe un grave errore non sfruttarli.”

L’AI e la sicurezza sul lavoro sono, indissolubilmente, un’innovazione tecnologica straordinaria e una nuova sfida culturale. La chiave del successo risiede nella capacità delle aziende di governare l’algoritmo, mantenendo fermo il principio che la tecnologia è un mezzo, ma la centralità della vita umana resta il fine.

Ascolta l’episodio completo

Puoi ascoltare l’intervista integrale a Rita Somma e Riccardo Breda direttamente nel player all’inizio della pagina o sulle principali piattaforme di streaming audio.

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