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Prima che accada: allenare lo sguardo alla sicurezza

Prima che accada: allenare lo sguardo alla sicurezza

15 Giugno 2026
Giulia Rosano
Ultima modifica:8 Luglio 2026

EPISODIO – “Prima che accada: lo sguardo che cambia i comportamenti”
Stagione 4 – Episodio 6
Data di pubblicazione
: 15 Giugno 2026
Ospiti
:  Andrea Cirincione, psicologo del lavoro, formatore aziendale

La sicurezza sul lavoro non dipende solo da procedure, dispositivi e obblighi normativi. Dipende anche dalla capacità delle persone di osservare ciò che accade intorno a loro, riconoscere i segnali deboli e leggere il contesto prima che un rischio diventi un evento.

È questo il tema al centro del nuovo episodio di “Sicurezza a colazione”, il podcast di Romeo Safety Italia dedicato alla salute, alla sicurezza e alla prevenzione nei luoghi di lavoro

Ogni giorno entriamo negli stessi ambienti, ripetiamo gli stessi gesti, utilizziamo gli stessi strumenti. Con il tempo, ciò che diventa familiare rischia di scomparire dal nostro campo di attenzione.

Una postazione disordinata, un comportamento abituale, una procedura applicata sempre nello stesso modo, un dettaglio apparentemente secondario: spesso sono proprio questi elementi a raccontare qualcosa di importante sul livello reale di sicurezza di un’organizzazione.

Nel nuovo episodio, Giulia Rosano dialoga con Andrea Cirincione, psicologo del lavoro, formatore aziendale e consulente, che da anni lavora sui temi della sicurezza, della comunicazione e dei processi formativi.

Il suo approccio parte da un’idea molto chiara: per migliorare la prevenzione è necessario allenare lo sguardo.

La sicurezza comincia da ciò che impariamo a osservare

Ci sono cose che guardiamo ogni giorno senza vederle davvero. Un corridoio, una postazione, un gesto ripetuto centinaia di volte. Nel mondo della sicurezza sul lavoro, questo fenomeno è uno dei nemici più insidiosi: ciò che diventa familiare smette di attirare la nostra attenzione.

La capacità di percepire il pericolo è la base fondamentale per la valutazione del rischio (DVR). Se il pericolo c’è ma non lo vediamo perché assuefatti dal contesto, non possiamo valutare correttamente la nostra esposizione.

Andrea Cirincione si definisce un “allenatore dello sguardo”. Una definizione che racconta bene il cuore della puntata.

Allenare lo sguardo significa imparare a vedere ciò che normalmente sfugge all’abitudine. Significa non fermarsi solo all’azione immediata, ma osservare il contesto in cui quell’azione avviene: le persone, l’ambiente, le relazioni, le interferenze, le pressioni organizzative e tutti quei fattori che possono influenzare i comportamenti.

È un passaggio fondamentale perché la percezione del pericolo è alla base della valutazione del rischio. Se un pericolo non viene riconosciuto, difficilmente potrà essere gestito in modo efficace.

Guardare vs Vedere: la lezione della Gioconda

Quando osserviamo un’immagine, spesso il nostro sguardo si limita a ciò che la retina fotografa, ignorando ciò che la mente è in grado di decodificare.

Prendiamo l’opera più celebre del mondo: la Gioconda. Milioni di persone ogni anno si accalcano al Louvre per fotografare questo dipinto di 77 centimetri. Se chiedessimo loro cosa stanno guardando, molti risponderebbero “un olio su tela”. In realtà, è dipinta su una tavola di legno.

Ma l’inganno visivo più grande riguarda il soggetto. Tutti si concentrano su Lisa Gherardini in primo piano, ignorando lo sfondo. Eppure, Leonardo da Vinci, profondo studioso della natura, ha dipinto alle sue spalle un paesaggio in movimento, ricco di fiumi e montagne, che definisce l’intera prospettiva dell’opera.

Cosa c’entra questo con l’azienda?

Nel luogo di lavoro avviene l’esatta trasposizione di questo bias visivo. Ci concentriamo esclusivamente sul “primo piano” (la mansione specifica, il macchinario, la procedura isolata) e perdiamo di vista il “paesaggio” (il sistema di persone, le influenze esterne, la quotidianità del reparto). Molto spesso, il pericolo non si annida nell’azione evidente, ma nei contorni di quell’azione: in quello sfondo che abbiamo smesso di guardare.

Davanti a un’opera, possiamo limitarci a guardare ciò che è evidente oppure possiamo imparare a leggere il contesto, lo sfondo, i dettagli, le relazioni tra gli elementi. L’arte dunque può diventare uno strumento potente per educare alla complessità.

La prevenzione richiede la capacità di andare oltre la superficie, superando una visione automatica e abitudinaria. Non basta vedere “il pezzo” della propria attività: serve comprendere il sistema in cui quel pezzo si inserisce.

Oltre la singola causa: risonanze e ambienti patogeni

Quando si verifica un incidente, la tendenza comune è cercare la singola causa lineare, puntando il dito contro l’errore umano o la distrazione. Tuttavia, la moderna Safety Culture ragiona in modo tridimensionale, analizzando quelle che tecnicamente vengono definite “risonanze”. Un evento è quasi sempre multicausale.

Per comprendere come l’ambiente di lavoro influenzi il comportamento – portando a commettere errori – Cirincione utilizza L’Urlo di Edvard Munch.

Tutti ricordano la figura in primo piano deformata dall’angoscia. Pochi notano, sullo sfondo della promenade, due figure che passeggiano tranquillamente, come se quel mondo vorticoso e angosciante fosse la normalità. Questa è la perfetta rappresentazione di un ambiente patogeno: un contesto lavorativo disfunzionale in cui le persone si abituano al rischio, normalizzando condizioni di stress o di pericolo, fino al momento in cui l’anello debole del sistema cede.

Riconoscere questi ambienti significa farsi carico non solo della sicurezza fisica, ma anche della Psychological Safety: la sicurezza psicologica che permette a un lavoratore di segnalare un rischio (il famoso “bollino rosso”) senza timore di ritorsioni o di essere considerato un problema.

Il Parnaso di Mantegna: il ruolo di RSPP e Medici Competenti

Come si gestisce, quindi, un sistema complesso mantenendo le attività produttive al sicuro? L’arte ci offre un perfetto organigramma aziendale nel Parnaso di Andrea Mantegna.

L’opera raffigura una festa: le Muse (l’arte, la potenza) danzano per celebrare il matrimonio tra Venere e Marte. Apollo lavora suonando per farle ballare. Tuttavia, l’arte è una forza talmente dirompente che, danzando, le Muse rischiano di far crollare le montagne e prosciugare i fiumi.

Per evitare il disastro, in primo piano sulla destra vigila Mercurio. Ha in mano il caduceo (il bastone con i due serpenti, simbolo della medicina) e al suo fianco c’è il cavallo alato Pegaso, che battendo lo zoccolo fa rifluire le acque e stabilizza la terra.

Mercurio e Pegaso sono l’esatta rappresentazione del Medico Competente e dell’RSPP: figure poste a guardia di un’attività vitale (la festa/la produzione), con il compito di monitorare il contesto affinché l’energia sprigionata non si trasformi in un disastro.

Dalla formazione passiva alla consapevolezza attiva

Il tema è particolarmente attuale per tutte le aziende che vogliono rendere la formazione sulla sicurezza più efficace, partecipata e realmente utile.

Una formazione basata solo sull’ascolto passivo rischia di essere percepita come un obbligo. Una formazione capace di coinvolgere le persone, invece, può diventare un’esperienza che attiva attenzione, memoria e responsabilità.

In linea con le nuove tendenze per la formazione sulla sicurezza, l’arte, le immagini, le metafore e lo storytelling non servono a semplificare la sicurezza in modo superficiale. Al contrario, possono aiutare a rendere visibili concetti complessi, favorendo un apprendimento più profondo e collegato all’esperienza reale dei lavoratori.

È qui che la formazione diventa uno strumento di prevenzione: quando non si limita a trasferire informazioni, ma aiuta le persone a cambiare prospettiva.

Riconoscere i segnali prima che diventino conseguenze

Gli incidenti non nascono quasi mai da una sola causa. Sono spesso il risultato di più elementi che si combinano: abitudini consolidate, procedure non efficaci, comunicazione debole, contesti organizzativi complessi, segnali sottovalutati.

Per questo è importante sviluppare uno sguardo più ampio. La sicurezza. infatti, non si costruisce solo intervenendo dopo un evento. Si costruisce prima, imparando a riconoscere ciò che sta accadendo mentre accade.

In questo senso, la comunicazione visiva diventa uno strumento essenziale: aiuta a fermare l’attenzione, rende visibile ciò che rischia di restare sullo sfondo e può contribuire a modificare i comportamenti prima che si verifichi un incidente.

3 Takeaway per Formatori e Responsabili Sicurezza

L’approccio di Cirincione non è un vezzo intellettuale, ma una metodologia operativa (basata su dinamiche simili al Lego Serious Play) per trasformare la formazione tecnica in un’esperienza memorabile. Ecco come applicare questo approccio in azienda:

  1. Puntare all’insight (Esperienza Emozionale Ristrutturante)
    In psicologia, l’insight è un cambio di prospettiva fulmineo (“la folgorazione sulla via di Damasco”). La formazione sulla sicurezza non deve aspettare l’infortunio (il trauma) per cambiare i comportamenti. Deve usare strumenti coinvolgenti, metafore visive e analogie per scatenare un cambio di pensiero senza che il lavoratore debba prima farsi male.
  2. Uscire dall’erogazione mnemonica
    Proprio come l’arte insegnata a memoria a scuola risulta noiosa, una formazione basata sulla pura lettura del D.Lgs. 81/08 crea distacco. Inserire elementi narrativi o visivi (che mantengano intatto il rigore giuridico e tecnico) accende l’attenzione e fissa il concetto nella memoria a lungo termine (sistema limbico).
  3. Allenare la visione periferica durante i sopralluoghi
    La prossima volta che entri in un reparto che conosci bene, poniti questa domanda: “C’è qualche elemento di sfondo che sono completamente disabituato a guardare, e che potrebbe all’improvviso manifestarsi come una sorpresa?” Smetti di fotografare mentalmente solo la mansione e inizia a osservare il paesaggio intorno.

La complessità non va temuta, fa parte della vita e delle dinamiche aziendali. L’obiettivo della sicurezza non è complicare i processi, ma fornire alle persone gli strumenti e lo sguardo giusto per leggerli e gestirli prima che l’incidente accada.

Un nuovo episodio per guardare la sicurezza da un’altra prospettiva. Ascoltalo sulla tua piattaforma podcast preferita.