
Il drone nelle indagini sugli infortuni: tecnologia, prevenzione e responsabilità
Il drone nelle indagini sugli infortuni: tecnologia, prevenzione e responsabilità

EPISODIO – “Il drone nelle indagini sugli infortuni: tecnologia, prevenzione e responsabilità“
Stagione 4 – Episodio 7
Data di pubblicazione: 15 Luglio 2026
Ospiti: Rocco Ruggiero, esperto di vigilanza e prevenzione negli ambienti di lavoro presso ATS della Città Metropolitana di Milano
La sicurezza sul lavoro è oggi al centro di un dibattito sempre più urgente. Ogni infortunio grave, ogni incidente mortale, richiama la necessità di rafforzare non solo i controlli, ma anche la capacità di comprendere meglio i rischi, prevenire gli eventi e ricostruire con precisione ciò che accade nei luoghi di lavoro.
Nella nuova puntata di “Sicurezza a colazione”, il podcast dedicato alla cultura della prevenzione, parliamo di una tecnologia che fino a pochi anni fa sembrava appartenere soprattutto al mondo della fotografia, della ricerca o delle emergenze: il drone.
Oggi questo strumento può trovare applicazione anche nelle attività di vigilanza, delle indagini ispettive e della ricostruzione degli infortuni.
A guidare la riflessione è Rocco Ruggiero, esperto di vigilanza e prevenzione negli ambienti di lavoro presso ATS della Città Metropolitana di Milano, che racconta opportunità, limiti e prospettive legate all’utilizzo dei droni nella sicurezza sul lavoro.
Il drone: uno sguardo nuovo sui luoghi di lavoro
«Il drone è una videocamera che si muove nello spazio.»
Con questa immagine Rocco Ruggiero riassume una delle principali potenzialità dello strumento: raggiungere punti difficilmente accessibili e osservare un cantiere o un ambiente produttivo da una prospettiva diversa rispetto a quella tradizionale.
Prima dell’introduzione dei droni, l’operatore doveva trovarsi fisicamente nel punto dal quale effettuare l’osservazione, con i limiti imposti dalla posizione e dalle capacità dello strumento utilizzato. Il drone può invece avvicinarsi ad aree inaccessibili, raccogliere immagini e supportare una prima ricognizione del luogo di lavoro.
Può quindi diventare uno strumento utile nelle attività di controllo e nella valutazione di ciò che accade all’interno di un cantiere o di un’azienda.
Non sostituisce però l’attività dell’ispettore. Ne amplia lo sguardo, mettendo a disposizione informazioni che devono comunque essere selezionate e interpretate da una persona competente: il suo utilizzo richiede competenze specifiche e si confronta con una serie di criticità, soprattutto di carattere normativo e autorizzativo.
Quando la tecnologia cambia la lettura di un infortunio
Uno degli aspetti più significativi emersi nella puntata riguarda l’impiego del drone e della modellazione tridimensionale nella ricostruzione degli infortuni.
Ruggiero racconta una sperimentazione svolta a seguito di un infortunio mortale nel quale un lavoratore a piedi era stato investito da un muletto.
Attraverso il rilievo del luogo e l’utilizzo di software specifici è stato creato un modello tridimensionale della scena. Nel modello sono stati inseriti il muletto, il conducente, il lavoratore investito e gli elementi che avevano contribuito alla dinamica dell’incidente. La ricostruzione ha permesso di analizzare la dinamica dell’incidente da più punti di vista, compreso quello dell’autista del muletto.
«Posizionando la camera nella posizione degli occhi dell’autista […] si è potuto verificare che l’operatore non era in grado di vedere il dipendente che è stato investito.»
La presenza del carico impediva al conducente di vedere il lavoratore a piedi. Questa evidenza ha contribuito a modificare la lettura del nesso causale dell’infortunio, mostrando come la visuale ostruita avesse avuto un ruolo nella dinamica.
Il caso permette di comprendere concretamente in che modo una ricostruzione virtuale possa offrire agli ispettori un punto di osservazione che non sarebbe disponibile attraverso il solo esame della scena da terra, aiutando non solo a ricostruire i fatti, ma anche a individuare misure di prevenzione più efficaci per il futuro.
Opportunità e limiti: il nodo delle autorizzazioni per i droni
Se il drone permette di vedere ciò che da terra non si vede, il suo utilizzo concreto incontra però anche ostacoli normativi e autorizzativi.
Uno dei principali riguarda le autorizzazioni al volo. In particolare, in contesti urbani come Milano, molte aree sono soggette a restrizioni. Ruggiero evidenzia come, a differenza di altri soggetti istituzionali come i Vigili del Fuoco, i droni utilizzati da enti come ATS vengano assimilati ad aeromobili civili e siano quindi soggetti alle procedure autorizzative previste.
Questo può incidere pesantemente sui tempi di intervento. In un caso di infortunio mortale avvenuto a Milano, ad esempio, per poter effettuare un rilievo con drone è stato necessario attendere circa un mese per ottenere l’autorizzazione al volo in un’area soggetta a restrizioni.
Il tema, quindi, non è solo tecnologico. Perché il drone possa essere utilizzato in modo efficace e tempestivo nelle indagini e nella prevenzione, servono regole chiare, procedure adeguate e una maggiore consapevolezza istituzionale del valore di questi strumenti.
Il drone raccoglie dati, l’ispettore li interpreta
Un altro punto centrale della puntata riguarda il rapporto tra tecnologia e giudizio umano.
Il drone può raccogliere una grande quantità di dati: immagini, video, rilievi, modelli tridimensionali, prospettive diverse di uno stesso ambiente. Ma la disponibilità di informazioni non coincide automaticamente con la capacità di comprenderle.
Come sottolinea Ruggiero: «Quello che non può essere mai sostituito è il pensiero umano.»
La tecnologia può aiutare enormemente nella ricognizione preliminare di un luogo, nella documentazione di una scena e nella ricostruzione di una dinamica. Tuttavia, resta indispensabile il ruolo dell’ispettore: è la persona competente a stabilire quali dati siano rilevanti, come interpretarli e come trasformarli in indicazioni utili per la prevenzione.
l drone non sostituisce quindi l’esperienza professionale, la rafforza. Offre nuovi strumenti di osservazione, ma il loro valore dipende dalla competenza, dalla capacità critica e dalla responsabilità di chi utilizza i dati raccolti.
Droni, intelligenza artificiale e nuove responsabilità
Guardando al futuro, l’utilizzo dei droni potrebbe intrecciarsi sempre di più con l’intelligenza artificiale per la sicurezza sul lavoro.
L’enorme quantità di dati raccolti potrebbe essere gestita, analizzata e ordinata con il supporto di sistemi intelligenti, capaci di riconoscere schemi, anomalie o situazioni potenzialmente rischiose.
Ma anche questo scenario apre interrogativi importanti.
Quando si parla di intelligenza artificiale, non si parla solo di software programmati per eseguire istruzioni predefinite. Si parla di sistemi capaci di elaborare dati e, in alcuni casi, supportare o assumere decisioni sulla base di molteplici variabili.
Ed è qui che emerge un tema cruciale: su chi ricade la responsabilità se una decisione automatizzata, o supportata dall’intelligenza artificiale, si rivela sbagliata e produce un danno?
La questione non è solo tecnica, ma anche etica, giuridica e organizzativa. L’innovazione può offrire strumenti potentissimi, ma deve essere accompagnata da una riflessione seria sulle responsabilità, sui limiti e sulle condizioni di utilizzo.
Tecnologia al servizio della prevenzione
Questa puntata di “Sicurezza a colazione” mette in luce un messaggio fondamentale: il drone può diventare un alleato prezioso della sicurezza sul lavoro, ma solo se inserito in un sistema fatto di competenze, regole, autorizzazioni, interpretazione e responsabilità.
Può ampliare lo sguardo dell’ispettore, raggiungere punti difficili, documentare situazioni complesse e aiutare a ricostruire con maggiore precisione le dinamiche di un infortunio. Ma non può sostituire il giudizio umano, né la capacità professionale di leggere i dati e trasformarli in prevenzione concreta.
L’innovazione diventa davvero utile alla sicurezza quando non prende il posto delle persone, ma le aiuta a lavorare meglio: a vedere di più, capire prima e intervenire con maggiore consapevolezza.
Ed è proprio questa la sfida: utilizzare la tecnologia non come scorciatoia, ma come strumento per costruire una cultura della prevenzione sempre più concreta, competente e responsabile.
Ascolta il nuovo episodio di “Sicurezza a colazione” sulla tua piattaforma podcast preferita per conoscere il caso raccontato da Rocco Ruggiero e approfondire opportunità, limiti e responsabilità legati all’impiego dei droni nelle indagini sugli infortuni.
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